Arcidiocesi
di Ferrara-Comacchio

 
 

PAGINA INTERNA

Comunicati stampa

 

 

Esito dello screening sierologico sul clero e i religiosi e religiose dell'Arcidiocesi

Aggiornamento 7 luglio 2020
Tutti i sacerdoti che si sono sottoposti al tampone sono risultati negativi, compreso l'esito sierologico che è stato approfondito.

Comunicato 6 luglio 2020

A seguito dello screening sierologico gentilmente offerto dalla Regione Emilia Romagna, attraverso la Ausl di Ferrara, volto ad accertare il contatto con il Covid 19, i sacerdoti dell'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio insieme ai religiosi e alle religiose, nei giorni 1 e 2 luglio, si sono sottoposti al prelievo nelle sedi preposte.
Ad eccezione di un solo caso già isolato e subito sottoposto ad ulteriori verifiche, tra la popolazione dei sacerdoti, religiosi e religiose non sono stati accertati casi di positività al virus.
L'Arcidiocesi ringrazia la Regione Emilia Romagna e l'Ausl locale per questa opportunità che ha permesso di garantire l'attività del clero diocesano e dei religiosi e religiose sul territorio e nei vari ambiti in modo assolutamente sicuro e sereno.

Con preghiera di cortese diffusione

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Basta guanti alla Comunione
Nuove disposizioni per la distribuzione dell'Eucaristia e le mascherine agli sposi
Comunicato 26 giugno 2020
Dal Ministero dell'Interno nuove disposizioni. Cessa l'obbligo dei guanti per la distribuzione della Comunione e delle mascherine per gli sposi nella celebrazione del matrimonio.
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10 giugno 2020
Comunicato congiunto Arcidiocesi - Comune di Ferrara

EMERGENZA CORONAVIRUS, ATTIVITÀ ESTIVE PER BAMBINI E RAGAZZI
È stato firmato oggi, in Palazzo Arcivescovile dall’Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e dall’Assessore alle politiche sociali del Comune di Ferrara, il Protocollo per le Attività Oratoriali Estive delle Parrocchie per contenere il contagio da Covid 19. Si tratta di un evento di particolare rilievo, che va compreso a partire dal presupposto che les Parrocchie, come enti di religione e di culto (in forza della legge 206/2003 art.1) attivano percorsi educativi per i ragazzi e gli adolescenti durante tutto l’anno, comprese le attività estive (di solito chiamate ‘Grest’) che sono in continuità con la proposta educativa globale. Per tale ragione le Parrocchie non sono affatto tenute a chiedere autorizzazioni per le loro attività (a meno che non intendano rientrare nella normativa e nei vantaggi dei cosiddetti ‘Centri Estivi’). Nella situazione particolare di quest’anno, però, l’Arcidiocesi ha voluto concordare con il Comune di Ferrara un Protocollo che garantisse in ogni caso l’adeguamento alle indicazioni sanitarie di contenimento del contagio da Covid 19 per tutte le attività. Con un lavoro di disponibilità reciproca tra l’Assessore alle Politiche sociali Cristina Coletti e il Vicario Generale mons. Massimo Manservigi, si è giunti alla stesura di una sintesi delle Linee guida nazionali del 17 maggio 2020 e di quelle contenute nel Protocollo regionale del 26 maggio 2020, in modo da offrire alle Parrocchie un testo unico di consultazione (quello firmato questa mattina) che contenga tutte le indicazioni necessarie ad organizzare in sicurezza le attività per i ragazzi e gli adolescenti.
“Abbiamo attivato questo percorso in un’ottica di reciproca collaborazione e condividendo un obiettivo comune: dare alle famiglie un servizio di qualità uniforme nelle prestazioni e garantito in tutti gli aspetti sanitari e relativi alla sicurezza. Siamo soddisfatti del risultato ottenuto che ci permette di condividere e monitorare, grazie anche al protocollo sottoscritto in precedenza con il mondo cooperativo,  tutte le attività estive dedicate ai bambini e ai ragazzi delle diverse fasce d’età”.
Tutte le Parrocchie del Comune di Ferrara dovranno dare comunicazione delle loro attività sia al Comune che all’Arcidiocesi, facendosi garanti, insieme alle famiglie, dell’adeguamento ai criteri di sicurezza e alle precauzioni sanitarie.
Al testo del Protocollo è allegata la modulistica per la comunicazione delle attività, l’iscrizione dei ragazzi, la registrazione delle presenze, l’autodichiarazione degli educatori e dei volontari, la comunicazione di utilizzo degli spazi pubblici.
Il Protocollo siglato con il Comune di Ferrara potrà essere un riferimento per la stesura di analoghi protocolli di intesa tra l’Arcidiocesi e gli altri Comuni della Provincia di Ferrara.

 

 

 

6 giugno 2020
Domenica 14 giugno celebrazione della Solennità del Corpus Domini

Domenica 14 giugno ricorre la Solennità del Corpus Domini, momento fondamentale nella vita della Chiesa, giorno in cui, anche attraverso le tradizionali processioni con il Santissimo attraverso le vie della città e dei paesi dell'Arcidiocesi, si ribadisce come l'Eucarestia sia fonte e culmine della vita cristiana.
Quest'anno, in ottemperanza alle disposizioni del Ministero della Salute e della CEI in materia di ripresa della vita liturgica post emergenza Covid, è sospesa la grande processione che ogni anno attraversa Ferrara guidata da S.E. l'Arcivescovo. Questa sospensione è naturalmente estesa anche a tutte quelle che si svolgono tradizionalmente nei borghi e nei paesi della nostra provincia.
Resta la possibilità di dar vita, con il dovuto distanziamento, a piccole processioni all'interno di spazi parrocchiali conclusi come un cortile o un campetto, avendo cura che non si creino mai assembramenti di qualsiasi tipo. Fondamentale in questo, la collaborazione dei fedeli adulti in grado di controllare e far rispettare le regole sanitarie anti contagio da Covid 19.
Laddove non si riesca a garantire questi canoni, l'Arcivescovo sollecita la valorizzazione di alcuni gesti propri della Liturgia in questa Solennità: i parroci possono dar vita ad una piccola processione con il Santissimo all'interno della chiesa, lasciando però i partecipanti alla Celebrazione ciascuno al posto, concludendo poi con un momento di Adorazione Eucaristica e la Benedizione finale; oppure, in alternativa, al termine della S. Messa, è possibile semplicemente lasciare la pisside sull'altare per un momento di Adorazione prima della benedizione finale con il Santissimo.

Scarica qui il testo completo della lettera dell'Arcivescovo con le indicazioni per l celebrazione dei Sacramenti e della Festa del Corpus Domini 2020.

Con preghiera di cortese pubblicazione

 

 

15 maggio 2020

Due appuntamenti importanti:
Domenica 17 maggio S. Messa dell’Arcivescovo al Santuario della Madonna della Galvana (Berra) e lunedì 18 maggio S. Messa dell’Arcivescovo per San Giovanni Paolo II dalla Basilica di S. Maria in Vado


- Il 17 maggio, presso il Santuario della Madonna della Galvana, S. E. Mons. Gian Carlo Perego celebrerà la S. Messa della Sesta domenica di Pasqua. Sul Sito Diocesano dalle ore 9 e su Telestense alle ore 18.
- Lunedì 18 maggio alle ore 18, l’Arcivescovo presiederà in diretta streaming sul Sito Diocesano, la S. Messa per il centenario della nascita di San Giovanni Paolo II (18 maggio 1920, Wadowice, Polonia). Sarà l’occasione per Mons. Perego di celebrare la prima Messa col popolo - dopo l’interruzione a causa del Covid 19 - e per ricordare il dono e la grazia della presenza del Santo Papa nella nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio trent’anni fa (22-23 settembre 1990). I sacerdoti dell’Arcidiocesi faranno memoria di S. Giovanni Paolo II nelle celebrazioni eucaristiche dello stesso giorno.

ALCUNE NOTIZIE

Sul Santuario della Galvana
Sulla strada che collega Berra e Serravalle sorge il Santuario della Madonna della Galvana, una chiesetta innalzata negli anni cinquanta e che faceva parte di un progetto architettonico più ampio, mai portato a termine. L’origine del nome si deve all’immagine custodita al suo interno, raffigurante la Sacra Famiglia con San Giovannino, contornata da una fastosa cornice barocca, che fu ritrovata proprio in località Galvana. Si tramanda che più di duecento anni fa, l’immagine sacra, di cui non si conosce l’autore né l’anno di realizzazione, fu ritrovata sopra una pianta di sambuco, a seguito di una piena del Po, proprio nel luogo in cui oggi sorge la chiesa. L’immagine venne inizialmente collocata su un pilastro, quindi in una piccola celletta. Nel 1830 venne costruita una cappella più ampia - quella che possiamo ammirare attualmente - perché il luogo era divenuto meta di pellegrinaggio di un numero sempre maggiore di persone. Il Rettore del Santuario è il Rev.do Don Francesco Pio Morcavallo.

Con preghiera di pubblicazione

 

 

 

COMUNICATO STAMPA
8 maggio 2020

Domenica 10 maggio due appuntamenti importanti:
S. Messa dell’Arcivescovo al Santuario della Vergine del Poggetto (Sant'Egidio) e in streaming, dalla Basilica di San Francesco, per i "Genitori in cammino"

- Il 10 maggio, presso il Santuario della Beata Vergine Annunziata del Poggetto, S. E. Mons. Gian Carlo Perego celebrerà, a porte chiuse, la S. Messa della Quinta domenica di Pasqua.
Sul Sito Diocesano dalle ore 9 e su Telestense alle ore 18.

- Nel pomeriggio alle ore 16, presiederà anche, in diretta streaming sempre sul Sito Diocesano, la S. Messa per l’Associazione "Genitori in cammino" dalla Basilica di San Francesco.

ALCUNE NOTIZIE

Sul Santuario del Poggetto
Nel sec. XII esisteva già in questo luogo, un piccolo oratorio dedicato all'Annunziata, denominato anche S. Maria del Poggio, in quanto situato su una modesta altura. Nel 1319, Uguccione da Galliera gli donò tutti i suoi beni e, in epoca successiva, la chiesa e le sue pertinenze furono assegnate alla parrocchia di Sant' Egidio. L'edificio subì molti restauri fino ad assumere, dal 1894, l'attuale fisionomia in stile gotico-lombardo per lo zelo del canonico mons. Giuseppe Zanardi.

La devozione
L’inizio della devozione in questo Santuario, si rifà alla tradizione dell’antico ritrovamento di un’immagine della Madonna successivamente appesa ad una vigorosa rovere, quando le valli ad occidente di S. Egidio erano frequentemente inondate dal Po di Primaro. La Madonnina, che pare fosse di terracotta, e la rovere ebbero, nel tempo, analoga sorte: la prima si narra sia andata distrutta per un' incendio o un'inondazione; la seconda, recuperata nel 1891 durante la costruzione del coro della piccola chiesa, fu collocata dietro all’altare ma fu definitivamente perduta il 22 aprile 1945, quando alcuni soldati in fuga incendiarono il Santuario e le case vicine.
Il culto di questa Madonna si diffuse sempre più tra le popolazioni circostanti. Lo storico Guarini annota infatti come nel 1621, l’afflusso dei fedeli fosse straordinario, specialmente in Quaresima e in coincidenza con la festa dell’Annunciazione, il 25 marzo. L’attuale immagine della Vergine risale al 1554 e rappresenta la Madonna assisa in trono con Gesù Bambino benedicente.

Con preghiera di pubblicazione

 

 

 

COMUNICATO STAMPA
2 maggio 2020

Domenica 3 maggio, S. Messa dell’Arcivescovo
dal Santuario di S. Maria in Aula Regia a Comacchio
(dalle ore 9 su questo Sito Diocesano e alle 18 su Telestense)

In Diocesi di Ferrara-Comacchio l’inizio del mese di maggio è particolarmente ricco di iniziative, nonostante l’emergenza sanitaria. In questi giorni l’Arcivescovo si è rivolto ai sacerdoti e ai fedeli con una Lettera - reperibile sul Sito Diocesano - sul valore del mese di maggio ricordando gli appuntamenti domenicali ai Santuari Mariani della Diocesi a partire da domenica 3 maggio con la S. Messa da Comacchio, Santuario di S. Maria in Aula Regia, dalle ore 9 sul Sito Diocesano e alle ore 18 su Telestense. Nell’omelia l’Arcivescovo toccherà in particolare il tema delle vocazioni sacerdotali e religiose in quanto Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. Le altre iniziative diocesane legate a questa Giornata sono reperibili sul Sito Diocesano cliccando qui.

ALCUNE NOTIZIE
Parrocchia Santuario di S. Maria in Aula Regia
Sono antichissime le origini della Chiesa della Madonna del Popolo, detta di Santa Maria in Aula Regia; la prima notizia sul monastero dell'Aula Regia, o in Auregario, risale ad una investitura enfiteutica del 956, conservata nell' Archivio arcivescovile di Ravenna. Fu prima monastero benedettino e, dal XVI secolo, convento dei Cappuccini. Travolto dalle abolizioni napoleoniche e dalle leggi eversive del 1866, che portarono alla soppressione dei conventi e all'incameramento dei beni ecclesiastici, il complesso divenne proprietà del comune di Comacchio. I frati non lo abbandonarono mai completamente, e solo sul finire del secolo, pur restando la proprietà al Comune, tutto il monastero ritornò sotto la loro cura. Nel dopoguerra, con decreto dell'11 ottobre 1953, del vescovo di Comacchio mons. Natale Mosconi, fu eretta la nuova parrocchia di Santa Maria in Aula Regia, il cui territorio fu stralciato dall'antica parrocchia di S. Cassiano. Attualmente, dopo la partenza dei Cappuccini, è stata affidata ai Frati Francescani dell’Immacolata. L’attuale parroco è Padre Stefano Maria Miotto.

Quarto Centenario
Nel 2020 ricorre il quarto centenario dell’Incoronazione di S. Maria in Aula Regia avvenuta il 31 dicembre 1619 e festeggiata ogni cento anni (1720, 1820, 1920). Dal 1619 Maria in Aula Regia è anche chiamata Madonna del Popolo, alla sua intercessione sono attribuiti 131 miracoli registrati in due antichi manoscritti tra il 1620 e il 1624, provenienti non solo da Comacchio ma anche da zone più lontane in cui si era estesa la fama della Madonna dei Cappuccini.

 

 

 

COMUNICATO STAMPA
29 aprile 2020

Il I Maggio S. Messa dell’Arcivescovo per la Festa dei lavoratori
L’Ufficio diocesano per la Pastorale Sociale, Lavoro, Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato in vista della festa dei lavoratori il prossimo I maggio, nella memoria liturgica di san Giuseppe artigiano, ha organizzato un momento di incontro e di preghiera con una realtà lavorativa operante nel territorio della nostra Diocesi. Quest’anno il luogo previsto per le celebrazioni sarà la “OMI S.N.C.”, fabbrica specializzata nella produzione di parti intercambiali per macchine utensili, situata nella Zona industriale Sipro a S. Giovanni d’Ostellato.
Fondata nel 1975, la “OMI” di Luciano Isipato & C. vanta oltre 40 anni di esperienza nella progettazione e produzione di cilindri pneumatici e relativi accessori.
L’Arcivescovo Mons. Gian Carlo Perego, oltre ad incontrare i dirigenti, avrà modo di salutare gli operai che dallo scorso 11 aprile hanno ripreso a lavorare, secondo il rispetto delle norme governative.
Tenendo presente le limitazioni dovute alla pandemia, verrà poi celebrata la S. Messa, a porte chiuse, all’interno dell’azienda, visibile, attraverso questo sito internet diocesano (www.arcidiocesiferraracomacchio.org), dalle ore 9 del I maggio, e sempre nelle medesima data, sarà trasmessa su Telestense alle ore 18. Presiederà l’Arcivescovo, concelebreranno mons. Massimo Manservigi, Vicario Generale; don Francesco Viali, Direttore Ufficio Pastorale Sociale e Lavoro, e don Luciano Domeneghetti, Parroco di S. Giovanni d’Ostellato.

La vicinanza della Diocesi al mondo del lavoro
Mons. Perego, attraverso questa visita, nel giorno dedicato a tutti i lavoratori, intende manifestare la vicinanza della Diocesi di Ferrara-Comacchio al mondo del lavoro ed in particolare la propria gratitudine a quanti si stanno spendendo in questo tempo, nella sanità, nei servizi e nelle attività essenziali, nel garantire l’ordine pubblico, nella Protezione Civile.
Sono tanti i punti interrogativi che affollano l’ambito lavorativo, le preoccupazioni per la crisi economica non mancano; per questo si ricorderanno quanti hanno ripreso l’esercizio della professione e chi ancora è costretto a rimanere fermo con le proprie attività; gli imprenditori, le piccole e medie industrie che costellano il nostro territorio ferrarese-comacchiese, il settore turistico, i trasporti, la ristorazione, il mondo della cultura, dell’edilizia, il Terzo settore e la filiera agricola, ittica e zootecnica.
Avendo ben presente i diversi rischi per i lavoratori e le lavoratrici, la Diocesi e l’Ufficio per la Pastorale Sociale e il Lavoro, invitano alla preghiera perché possa diffondersi un modello sociale ed economico dove la salvaguardia della salute delle persone sia al centro e il lavoro più degno. Inoltre rinnovano l’iniziativa del Fondo Lavoro finalizzato alla possibilità, per i disoccupati, di usufruire di borse lavoro e per le imprese di poter accedere a prestiti senza interessi o ad aiuti economici. Le richieste saranno valutate da una Commissione che deciderà la possibilità di offrire risposte concrete. Istituito nel 2018, il Fondo, nel primo anno di vita, ha sostenuto la situazione di due piccole aziende artigiane e promosso cinque borse lavoro per alcuni giovani e persone disoccupate. Per ulteriori info visita la pagina Fondo diocesano per il Lavoro.

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COMUNICATO STAMPA
24 aprile 2020

Il 26 aprile S. Messa dell'Arcivescovo da Jolanda di Savoia per ricordare don Pietro Rizzo


La S. Messa di domenica 26 aprile, III di Pasqua, celebrata a Jolanda di Savoia, sarà l’occasione per S.E. Mons. Gian Carlo Perego di ricordare - a 75 anni dalla Liberazione dell’Italia - un uomo di speranza e un parroco di campagna che ha dato la sua vita per la verità e la libertà: don Pietro Rizzo (parroco a Jolanda da 1933 al 1944). La celebrazione potrà essere seguita il 26 aprile sul Sito Diocesano (www.arcidiocesiferraracomacchio.org) a partire dalle ore 9; e alle ore 18 su Telestense.

Chi era don Pietro Rizzo
Giunto come parroco nel 1933 a Jolanda di Savoia, trovò una comunità di braccianti agricoli poco istruiti e mal pagati nonostante il duro lavoro. Fu vicino alla gente con coraggio e coerenza, curando l’educazione dei giovani e, per questo, guardato con sospetto dai fascisti. Prelevato dalla canonica il 28 marzo 1944 dalla Guardia repubblicana fascista, perché considerato un oppositore al regime e alla guerra, fu fucilato insieme ad altre quattro persone nella Golena del Po e sepolto nel cimitero di Goro come ‘sconosciuto’.
Parrocchia di Jolanda di Savoia
Prima del 1910 il borgo rurale era denominato «Le Venezie». Il 18 aprile del 1900 il Card. Giulio Boschi eresse la parrocchia, con la denominazione di San Giuseppe delle Venezie, attualmente S. Giuseppe Sposo della Beata Vergine. La costruzione della chiesa, al centro del piccolo aggomerato urbano, iniziò nel 1904 e fu completata nel 1914. Sempre nel 1904 le Suore di S. Vincenzo, provenienti da Comacchio, aprirono l'asilo e un doposcuola. Nel 1908 venne istituito il Comune autonomo di «Le Venezie», distaccando il territorio dall’Amministrazione di Copparo. Nel maggio 1910 Vittorio Emanuele III re d'Italia, inaugurando il nuovo edificio municipale, ha imposto al Comune il nome di «Jolanda di Savoia». Recentemente la chiesa, per volontà di don Giancarlo Montoncello, parroco dal 1977 al 2018, è stata dipinta e decorata con scene tratte dai Vangeli, sia nell’abside che nelle navate. Tra i ritratti anche figure di santità della chiesa ferrarese, e il ritratto di Don Pietro Rizzo. Attualmente Iolanda conta circa 2300 abitanti, 930 famiglie. La parrocchia è affidata alla guida del Rev.do Don Mauro Benazzi, che, con l’aiuto degli Accoliti Riccardo Rizzioli e Eolo Giorgio Folla, cura anche la parrocchia de Le Contane.

con preghiera di cortese diffusione

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COMUNICATO STAMPA
23 aprile 2020

Ramadan 2020: con uno scambio epistolare gli auguri di Mons. Perego e il ringraziamento del dott. Hassan Samid, Presidente del Centro di Cultura Islamica di Ferrara e Provincia


Anche quest’anno, con una lettera del 21 aprile al dott. Hassan Samid - Presidente del Centro di Cultura Islamica di Ferrara e Provincia -, l’Arcivescovo S.E. Mons. Gian Carlo Perego ha assicurato la preghiera e la vicinanza alla comunità islamica ferrarese per l’inizio del mese di Ramadan (23 aprile-23 maggio).
Mons. Perego ha sottolineato che il digiuno, previsto in questo mese, si inserisce in un digiuno ben più ampio: quello degli «affetti, perché siamo lontani dai nostri cari e familiari, che non vivono con noi»; quello che ci vede impossibilitati a riunirci per pregare e lodare Dio, ma che accettiamo «non solo per senso civico, ma soprattutto per amore degli altri e anche di noi stessi»; e quello «della vita di tutti i giorni, perché non possiamo recarci nei nostri posti di lavoro, a scuola, a far giocare i nostri bambini e i nostri ragazzi all’aperto, in mezzo alla natura».
L’Arcivescovo ha però ricordato che in questo periodo siamo tutti uniti «nella continua preghiera a Dio Misericordioso per chi è malato, per le loro famiglie, per gli operatori sanitari, per chi continua a garantire tutti quei servizi, che passano spesso inosservati, ma sono indispensabili», nella certezza che «Dio, Colui che risuscita, è sempre dalla nostra parte ed è più forte di qualsiasi male».
Mons. Perego ha assicurato la sua preghiera personale e della Chiesa Diocesana, affinché il tempo di Ramadan, che quest’anno avrà solo un carattere personale e familiare, possa sostenere i fratelli e sorelle mussulmani, «con l’aiuto di Dio, sulla via della pace e della bontà».
Il dott. Samid ha risposto, il 22 aprile, ringraziando l’Arcivescovo, anche a nome della comunità islamica, e ha ricordato - facendo proprie le riflessioni di Mons. Perego - le difficoltà di culto nella vicinanza di due appuntamenti importantissimi come la Pasqua e il Ramadan. Ha poi sottolineato come in questo mese sacro i mussulmani siano chiamati ad una ricarica spirituale attraverso digiuno, preghiera, elemosina e pentimento; e invitato a riflettere sull’espressione coranica «“in sha a Allah” (se Dio vuole), pronunciata troppo spesso con un certo automatismo e spogliata della sua pienezza». Si augura che tutti insieme riscopriamo «il valore dell’umiltà, intesa come consapevolezza dei nostri infiniti limiti».
L’auspicio conclusivo è di poter presto riprendere gli incontri di dialogo fraterno con le comunità parrocchiali della Diocesi.

A cura dell’Ufficio Diocesano per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso

con preghiera di cortese diffusione

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COMUNICATO STAMPA
17 aprile 2020

La S.Messa dell'Arcivescovo celebrata a porte chiuse in diverse chiese dell'Arcidiocesi,
sarà visibile ogni domenica sul sito diocesano e su Telestense


Nelle prossime domeniche di aprile e maggio, finché continuerà a perdurare l’emergenza sanitaria, l’Arcivescovo S.E. Mons. Gian Carlo Perego celebrerà la S.Messa, a porte chiuse, in una chiesa della Diocesi che verrà comunicata ogni fine settimana. Sarà possibile assistere alla S. Messa ogni domenica sul Sito diocesano (www.arcidiocesiferraracomacchio.org) a partire dalle ore 9, e su TELESTENSE alle ore 18. Domenica 19 aprile Mons. Perego presiederà l’Eucarestia nella chiesa parrocchiale della Sacra Famiglia (Ferrara, via Bologna 148). Si ringrazia il Parroco Mons. Marco Bezzi.

Alcune informazioni sulla Parrocchia della S. Famiglia
Eretta come parrocchia nel 1923 dall’Arcivescovo Mons. Francesco Rossi, vide la distruzione della prima chiesa (costruita nel 1907), durante il secondo conflitto mondiale. L’attuale Tempio risale ai primi anni ’50 e venne consacrato nel 1952 dall’Arcivescovo Mons. Ruggero Bovelli. Il progetto iniziale contemplava di renderlo Santuario dedicato al Cuore Immacolato di Maria. A fianco della chiesa si può notare la cappella ottocentesca dell’Oratorio Revedin detto “Belvedere”. Attualmente la parrocchia conta circa 12.000 abitanti, 4850 famiglie. Dal 2019 il parroco è il Rev.do Mons. Marco Bezzi, coadiuvato da don German Diaz Guerra e dal Diacono Roberto Alberti. Presso la parrocchia opera anche la comunità religiosa di Suore Domenicane, Figlie di Maria Immacolata (Filippine).


Con preghiera di darne cortese diffusione.
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COMUNICATO STAMPA
13 aprile 2020

All’Ospedale di Cona, S. Messa “a porte chiuse” dell’Arcivescovo con il cappellano. Donazione di 10.000 euro attraverso l’autotassazione dei sacerdoti e dell’Arcivescovo.
Anche in questi giorni di festa per la Santa Pasqua, la nostra Arcidiocesi continua, in forme diverse, a essere al fianco dei malati, dei loro famigliari e degli operatori sanitari del nostro territorio.

Nell’Arcispedale di Sant’Anna di Cona continua con lo stesso spirito di servizio - pur con alcune limitazioni - il ministero del cappellano don Giovanni Pertile.
“Con la Direzione Medica ho concordato la mia attività per questa nuova fase emergenziale", sono sue parole. “In un primo momento mi era stato chiesto di muovermi solo su chiamata, poi, quando le cose si sono un po’ assestate e il quadro della riorganizzazione dei reparti è stato stabilito, ho ricominciato il servizio pastorale presso quei reparti potenzialmente accessibili. Sono stato anche chiamato in rianimazione Covid, potendo stare però nella zona di sicurezza, per impartire ai malati, su richiesta dei parenti, benedizioni e fare per loro particolari preghiere. Si è ovviamente intensificata anche l’attività presso la camera mortuaria, per la benedizione delle salme dei defunti che non possono più ricevere le esequie come in tempo normale.
Personalmente - prosegue don Pertile - ricevo chiamate di persone che mi chiedono di fare una visita ai loro familiari, in quanto non riescono a raggiungerli e, come si può ben immaginare, i più fragili e sconsolati sono gli anziani.
Posso dire di aver 'intensificato’ la preghiera per tutti e alcuni, tra medici e infermieri, mi chiedono loro stessi preghiera o anche assistenza spirituale. Li vedo frequentare di più la cappella per la loro personale devozione. E’ innegabile che la nostra vita si senta particolarmente toccata e molte domande crescano in noi per ciò che sta accadendo".

Il nostro Arcivescovo Mons. Gian Carlo Perego ha scelto di manifestare la propria vicinanza alle persone ricoverate, ai loro cari e al personale anche presiedendo a porte chiuse, stamattina, 13 aprile, Lunedì dell’Angelo, la S. Messa nella cappella dell'Ospedale di Cona insieme allo stesso don Pertile (nella foto, i due insieme stamattina).
Nell'omelia Mons. Perego ha riflettuto su come "l'angelo, che annuncia la risurrezione alle donne, oggi ci ricorda che il Signore è vivo, è tra noi. L’angelo ci ricorda questa presenza del Signore, che passa anche attraverso la vicinanza e la presenza e la prossimità di operatori sanitari, medici e infermieri". "Ci sono momenti di paura, di sofferenza, di dolore - come quelli che ancora stiamo vivendo - che sembrano farci guardare soprattutto al Crocifisso, soprattutto in un luogo come l’Ospedale, questo ospedale. L’angelo del Signore, invece - sono ancora le sue parole -, oggi ci aiuta a guardare alla risurrezione, alla vita, alla salute, alla rinascita. E’ la speranza cristiana: non un semplice sentimento, ma una virtù, una virtù teologale, che aiuta ad attendere, a vigilare, a cercare, a incontrare il Signore per leggere ogni vicenda umana con gli occhi della fede".
"L’Ospedale è il luogo dove si sperimenta la grande speranza, che passa attraverso la prossimità e la cura, ma anche il dolore delle persone“, ha proseguito. “L’Ospedale è la casa della speranza, è la nostra casa (…). La risurrezione crea fraternità, condivisione, è fonte e forma della speranza“: “questo tempo che stiamo vivendo chiede a ciascuno di noi di vincere la paura per annunciare la risurrezione. Cristo risorto è la nostra speranza. Auguro ai medici, infermieri, a tutto il personale, ai malati di questo Ospedale, delle case della salute e agli anziani delle case di riposo e delle case famiglia di non avere paura a sentire e vivere la speranza che la Pasqua ogni anno, anche quest’anno in maniera particolare, ci regala“.

La vicinanza della nostra Chiesa locale si è concretizzata in questi giorni anche attraverso la donazione da parte del Vescovo e dai sacerdoti, della somma di 10mila euro, grazie ad una autotassazione del proprio stipendio.

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COMUNICATO STAMPA
24 marzo 2020
La verità di un’assenza

In relazione alle affermazioni del consigliere leghista Alcide Mosso - e ai relativi commenti sui social, evidentemente privi di una minima di conoscenza dei fatti e, come spesso accade, conditi da una buona dose di pregiudizio ideologico - circa l’assenza di un sacerdote al Cimitero della Certosa di Ferrara all’arrivo dei camion militari che trasportavano le bare di vittime bergamasche del Covid 19; per salvaguardare il buon nome e il ministero appassionato dei nostri sacerdoti ferraresi, che vivono con coscienza e responsabilità con e tra la gente anche questa difficile e dolorosa situazione, oltre che per amore della verità, l’Arcidiocesi è costretta a precisare - pur ribadendo la priorità della collaborazione tra tutte le istituzioni per la salute delle persone - che non è pervenuta alcuna richiesta, ufficiosa o istituzionale, per una presenza sacerdotale al triste evento, che tra l’altro avrebbe dovuto essere concordata nei modi e nei tempi, in un luogo come la Certosa, oggi chiuso e di proprietà del Comune di Ferrara. Per questa mancata collaborazione istituzionale, la mattina di domenica 22 marzo, il Vicario Generale, avendo preso atto di quanto accaduto il giorno precedente, ha scritto al Sindaco Fabbri il seguente messaggio: “Carissimo, purtroppo questo momento ci stringe il cuore e crea in tutti timore e tristezza. Per questo ogni gesto di pietà è importante per creare sempre più vicinanza e partecipazione, che sono espressione della nostra speranza nel Signore e nell’azione di coloro che sono in prima linea contro il virus, e sono tanti. Dobbiamo ringraziarli per quello che fanno e anche per il tuo operato. Volevo chiederti una cortesia. Se dovessero giungere altre salme dalle città colpite, mi potresti avvisare? Così potremo impartire loro anche una benedizione. Grato, saluto e auguro buona domenica e buon lavoro”. Il Sindaco ha gentilmente risposto che in futuro avrebbe avvisato e che credeva che la Diocesi sapesse dell'accoglienza delle bare sabato scorso.
Per quanto certi della sua buona fede, si è dovuto tuttavia constatare che nei confronti delle parole di Alcide Mosso e dei relativi commenti sui social, sgradevoli e ingiuriosi, non vi sia stata alcuna preoccupazione di ristabilire la verità dei fatti, anzi. A questo proposito si ricorda al signor Mosso, in quanto consigliere comunale, che non è affatto corretto organizzare un evento a porte chiuse, senza avvisare, per poi prendersela con chi non è stato invitato. Non lo è affatto. Si fa inoltre notare, al consigliere Mosso, che esiste un cappellano messo a disposizione per la Certosa, con una convenzione tra Comune e Arcidiocesi. Abita a 50 metri dal luogo in cui sono arrivati i camion; se informato, avrebbe con grande piacere impartito una benedizione alle salme giunte da Bergamo. Forse, in quanto consigliere comunale, Mosso avrebbe dovuto chiedere spiegazioni o una ‘nota’ al Sindaco del suo partito e all’Assessore con delega ai servizi cimiteriali, più che all’Arcivescovo, che comunque ha pregato il giorno successivo per i defunti di Bergamo, unitamente alle monache dei tre monasteri di Clausura della città. Informarsi è un dovere che nasce sempre dalla buona educazione e dal senso di responsabilità, soprattutto per chi ha cariche pubbliche.
Con preghiera di diffusione

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COMUNICATO STAMPA
Deceduto don Cesare Concas, parroco a Copparo per 15 anni

Questa mattina è arrivata la notizia che don Cesare Concas, arciprete per 15 anni a Copparo, è morto all’ospedale di Novi Ligure. L'Arcivescovo S. E. Mons. Gian Carlo Perego ha espresso la vicinanza sua e dell'Arcidiocesi alla congregazione della "Piccola Opera della Divina Provvidenza" (Opera Don Orione) - nella persona del parroco di Copparo don Daniele Panzeri - e a tutta la comunità di Copparo. I sacerdoti e i fedeli sono invitati ad elevare preghiere.

Breve profilo di don Cesare Concas
Nasce a Burcei in provincia di Cagliari il 05 Gennaio 1939, aveva 81 anni, 61 di vita religiosa, 51 di sacerdozio.
Dopo l’ordinazione sacerdotale fino al 1975 è stato Animatore del Seminario minore a Selargius (CA); dal 1975 al 1983 Animatore del Seminario a Finale Emilia (MO); dal 1983 al 1993 di nuovo animatore del Seminario e vocazionista di Selargius (CA); dal 1993 al 2002 Parroco della Parrocchia Beata Vergine Addolorata a Carbonia (CI); dal 2002 al 2017 Arciprete di Copparo (FE) e dal 2017 era confessore presso il Santuario madonna della Guardia di Tortona (AL).

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COMUNICATO STAMPA
Campane per l'Affidamento dell'Arcidiocesi al Crocifisso

Domenica 22 marzo alle ore 12 tutti i campanili dell'Arcidiocesi suoneranno per ricordare il giorno della Festa del ritrovamento del Crocifisso di San Luca, momento culminante della Novena di preghiera Diocesana. Come ci ha ricordato l'Arcivescovo S.E Mons. Gian Carlo Perego nel suo Messaggio: "Vi invito a unirvi a me in questo atto di fede e affidamento, perchè il dono della salute ritorni nella nostra città e nei paesi dell'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, in Italia e nel mondo". Si tratta di un’iniziativa che chiama a raccolta tutti i fedeli per chiedere al Cristo Crocifisso, di proteggere l’intera popolazione e in particolare gli ammalati, i medici e gli operatori sanitari.
Per questa iniziativa si ringraziano i Campanari Ferraresi.
Si ricorda che la S. Messa di domenica 22 marzo sarà disponibile sul sito diocesano dalle ore 9 in poi e sarà trasmessa su Telestense alle ore 18.
Di seguito l'Atto di Affidamento che tutti fedeli leggeranno domenica insieme a S.E. Mons. Perego:
"Atto di Affidamento al Crocifisso di San Luca"
Dio Padre, ricco di misericordia, che nel Crocifisso consegni all’umanità il dono di tuo Figlio per la salvezza degli uomini, ascolta la nostra preghiera.
Sulla croce Tuo Figlio Gesù si è abbandonato nelle tue mani, ha regalato a sua Madre un figlio e a noi tuoi figli sua Madre, ha sentito la solitudine, ha sofferto la sete, ha perdonato anche l’ultimo dei tuoi figli: guarda questi tuoi figli che si rivolgono a Te, Padre.
Guardando il Crocifisso di S. Luca, rendici capaci di avere fiducia in te, o Padre, perdonare anche chi non perdona, amare chi non ama, non sentirci soli nella sofferenza, disperati di fronte alla morte innocente.
O santo volto Crocifisso, sostieni chi è solo e rendici prossimi a lui; cura chi è malato e accompagnaci al loro letto; conforta chi ha perso tragicamente un giovane figlio e aiutaci a condividerne la sofferenza; sii vicino a chi è lontano dalla propria famiglia e rendici capaci di sentirlo fratello; prendi per mano chi ha paura della morte e ascolta la nostra preghiera di suffragio.
O Crocifisso di S. Luca, affidiamo a te i nostri giovani, perché abbiano il coraggio di scegliere di donare la propria vita per il Vangelo.
O Crocifisso di S. Luca, ti affidiamo le nostre famiglie, perché cresca in esse la gioia dell’amore e l’apertura alla vita.
O Crocifisso di S. Luca, affidiamo a te la nostra città di Ferrara, perché sappia guardare a te, Signore della vita e della storia.
O Crocifisso di S. Luca, ti affidiamo la nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio, perché sappia crescere nell’Amore a Dio e al prossimo, come tu ci hai insegnato. Il soffio del tuo Spirito, o Santo Volto, dalla croce arrivi su ciascuno di noi, perché in questo mondo stupendo e drammatico sentiamo la responsabilità della vita e della missione della Chiesa.
Così sia.
12 marzo 2020
+ Gian Carlo Perego
Arcivescovo

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COMUNICATO STAMPA
Tutta la Diocesi di Ferrara-Comacchio prega il patrono San Giuseppe


Domani giovedì 19 marzo alle ore 21, l’intera Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, in unione con il Santo Padre Francesco, con il suo Arcivescovo S.E. Mons. Gian Carlo Perego, e in comunione con tutte le Diocesi Italiane, reciterà la preghiera del Santo Rosario nella festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia e Patrono di tutta la Chiesa.
“In questa situazione di emergenza sanitaria – ricorda il comunicato della Conferenza Episcopale Italiana - la Chiesa che vive in Italia innalza quotidianamente la sua preghiera al Signore: l'appuntamento di giovedì acquista un significato simbolico di supplica che nella fede unisce l'intero Paese. L'invito è rivolto a ogni fedele, ad ogni famiglia, ad ogni comunità religiosa, unito alla proposta di esporre alla finestra delle case un piccolo drappo bianco o una candela. Tv2000 offrirà la possibilità di condividere la preghiera”.
Il Santo Padre Francesco ha espresso la sua viva approvazione dell’iniziativa con le parole pronunciate al termine dell’udienza generale di questa mattina:
“Faccio mio l’appello dei Vescovi italiani che in questa emergenza sanitaria hanno
promosso un momento di preghiera per tutto il Paese. Ogni famiglia, ogni fedele, ogni comunità religiosa: tutti uniti spiritualmente domani alle ore 21 nella recita del Rosario, con i Misteri della luce. Io vi accompagnerò da qui. Al volto luminoso e trasfigurato di Gesù Cristo e al suo Cuore ci conduce Maria, Madre di Dio, salute degli infermi, alla quale ci rivolgiamo con la preghiera del Rosario, sotto lo sguardo amorevole di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia e delle nostre famiglie. E gli chiediamo che custodisca in modo speciale la nostra famiglia, le nostre famiglie, in particolare gli ammalati e le persone che stanno prendendosi cura degli ammalati: i medici, gli infermieri, le infermiere, i volontari, che rischiano la vita in questo servizio”.

Con preghiera di cortese diffusione

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COMUNICATI STAMPA EMERGENZA SANITARIA/2

 

9 marzo 2020

Decretum 17/2020
In Canc. tab., n. 127/2020

Nos Iohannes Carolus Perego
Dei et Sanctæ Apostolicæ Sedis gratia
Archiepiscopus Ferrariensis-Comaclensis
Abbas Pomposianus

 

In riferimento al Comunicato della Conferenza Episcopale Italiana (CS 11/2020) ed al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'08 marzo u.s., in comunione con gli Arcivescovi di Bologna e Ravenna-Cervia, e con i Vescovi di Cesena-Sarsina, Faenza-Modigliana, Forlì-Bertinoro ed Imola, con il presente

DECRETO

si promulgano le seguenti disposizioni, da osservare scrupolosamente:

Nei luoghi di culto e ad uso pastorale si evitino assembramenti di persone. Tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, si garantisca e rispetti la distanza tra persone di almeno un metro (cfr. DPCM 08 marzo 2020, art. 2 lettera v).
Le chiese restino aperte durante il giorno per consentire la preghiera personale, l'incontro con i sacerdoti, la celebrazione del Sacramento della Riconciliazione (preferendo come luogo lo spazio della chiesa, e non il confessionale o la stanza).
Si tolga l'acqua benedetta dalle acquasantiere.
Fino al prossimo 03 aprile compreso, sono sospese le SS. Messe feriali e festive alla presenza dei fedeli. Pertanto è sospeso il precetto festivo (can. 87 §1 e 1248 §2). Si invitano i fedeli alla preghiera personale e in famiglia, utilizzando i sussidi proposti dagli organismi pastorali, presenti sul sito dell'Arcidiocesi (www.arcidiocesiferraracomacchio.org) e seguendo le celebrazioni trasmesse via streaming, alla radio e alla televisione.
Sono consentite l'Unzione degli infermi ed il Viatico.
Per i funerali, sono consentite esclusivamente: la Preghiera alla chiusura della bara e quella Al sepolcro (cfr. Rito delle Esequie, prima parte, nn. 3 e 5).
Fino al prossimo 03 aprile compreso sono sospese le visite alle famiglie per le benedizioni pasquali.
Fino al prossimo 03 aprile compreso è ugualmente sospesa la celebrazione pubblica di Battesimi, Cresime, prime Comunioni e Matrimoni, Sacramenti che peraltro non sono programmati in questo tempo di Quaresima. È evidentemente consentita la celebrazione dei Sacramenti in caso di urgente necessità.
Fino al prossimo 03 aprile compreso sono sospesi gli incontri di catechesi e le diverse riunioni. Ove possibile si svolgano attività di formazione attraverso sussidi e/o via streaming.
Fino al prossimo 03 aprile compreso sono sospese le attività formative, aggregative, sportive di circoli ed oratori.
Fino al prossimo 03 aprile compreso sono sospese altresì manifestazioni, eventi e spettacoli di qualsiasi natura, inclusi quelli cinematografici e teatrali, feste e sagre parrocchiali, pellegrinaggi e gite.
I Centri d'ascolto ed i servizi delle Caritas diocesana e parrocchiali sono aperti e svolgeranno la propria attività in accordo con l'Arcidiocesi e secondo le indicazioni delle competenti autorità territoriali.
A norma dell'art. 4 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 08 marzo 2020, la violazione degli obblighi ivi previsti viene punita dal Codice penale.
Ogni violazione delle presenti disposizioni può essere punita in base al diritto penale canonico (cfr. in particolare cann. 1371 2°, 1373 e 1389 §§1-2).

Questo Nostro Decreto sia notificato a tutte le realtà ecclesiali interessate ed esposto nelle bacheche delle chiese, sia pubblicato sul sito internet diocesano, sul settimanale la Voce di Ferrara-Comacchio e sul Bollettino Ecclesiastico, e sia conservato nell’Archivio della Venerabile Curia.

Dall'Episcopio
09 marzo 2020

+ Gian Carlo Perego
Arcivescovo

Prof. Dott. Don Roberto Solera
Cancelliere Arcivescovile

 

 

 

Bologna, 6 marzo 2020

Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna

Comunicato dei Vescovi
 
I Vescovi dell’Emilia-Romagna, in comunione con i Vescovi della Lombardia e del Veneto, a seguito del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, confermano che nelle Diocesi Emiliano Romagnole è sospesa anche per domenica 8 marzo la celebrazione dell’Eucarestia con la presenza dei fedeli, così come restano sospese le celebrazioni eucaristiche feriali.
Inoltre, tenendo conto delle disposizioni ministeriali circa la chiusura delle scuole, confermiamo la sospensione della catechesi e la chiusura degli spazi aperti al pubblico fino al 15 marzo.
La decisione, assunta in accordo con la Conferenza Episcopale Italiana, si è resa necessaria dopo l’entrata in vigore del nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con il quale si è definito il quadro degli interventi per arginare il rischio del contagio del "coronavirus" ed evitare il sovraccarico del sistema sanitario.
La mancanza della celebrazione eucaristica comunitaria deve portarci a riscoprire forme di preghiera in famiglia – genitori e figli insieme –, la meditazione quotidiana della Parola di Dio, gesti di carità e a rinvigorire affetti e relazioni che la vita di ogni giorno rischia di rendere meno intensi.
Le chiese rimarranno aperte durante il giorno per consentire la preghiera personale e l'incontro con i sacerdoti che generosamente donano la loro disponibilità per un sostegno spirituale che consenta a tutti di sperimentare che "il nostro aiuto viene dal Signore".
"Il sabato è fatto per l’uomo", dice Gesù nel Vangelo. La situazione attuale e il rischio di contagio richiedono ai cristiani un supplemento di carità e di prudenza per non mettere a rischio la salute dei più anziani, dei più vulnerabili e anche la propria.
Le Chiese che sono in Emilia-Romagna, in comunione con la Chiesa italiana, testimoniano che la situazione di disagio e di sofferenza del Paese è anche la nostra sofferenza in questo tempo quaresimale.
Restano ferme le disposizioni del precedente comunicato, riservandoci la possibilità di ulteriori interventi a seconda dell’evolversi della situazione.

Gli Arcivescovi e Vescovi dell’Emilia-Romagna

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4 marzo 2020

Solidarietà al parroco di Jolanda di Savoia

In riferimento alle vicende che hanno coinvolto il parroco di Jolanda di Savoia, l'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio - dopo aver direttamente e immediatamente verificato l'infondatezza delle accuse - esprime la propria vicinanza a don Mauro Benazzi, da tempo bersaglio di un’odiosa campagna di calunnia e denigrazione. Lo stesso sacerdote, in data 21 febbraio, ha presentato richiesta all’Autorità giudiziaria (Procura della Repubblica) di adottare provvedimenti urgenti presso il Tribunale di Ferrara avviando le indagini del caso al fine di individuare gli autori dei reati perpetrati a suo danno. Il parroco ha inoltre dichiarato che, qualora siano ravvisate responsabilità, procederà con formale atto di denuncia-querela.

Più in particolare, don Benazzi ha chiesto all’Autorità giudiziaria di procedere penalmente nei confronti di coloro che verranno individuati come autori dei reati di lesione dell’onore, della dignità e del decoro della sua persona e della Chiesa che rappresenta sul territorio.

La campagna di diffamazione a suo danno, è avvenuta attraverso la divulgazione incontrollata di messaggi personali e arbitrarie interpretazioni degli stessi che si sono trasformate in  pericolosissime “voci di popolo”. Il triste obiettivo è evidentemente quello di isolare il sacerdote dalla sua comunità creando ad arte situazioni cariche di aggressività e di minacce, per distruggerlo psicologicamente e allontanarlo dal paese, facendogli temere per la sua incolumità.

L'Arcidiocesi è ben consapevole che l'azione di un esiguo gruppo di soggetti può confondere e allarmare l'intera comunità - sia religiosa che civile - ma sa altrettanto bene che la parte maggioritaria del paese non può essere ritenuta responsabile dei fatti sopra descritti, e pertanto confida che le indagini accertino tutte le responsabilità e riconoscano a don Mauro Benazzi la sua integrità, l'infondatezza di questa campagna di odio, e favoriscano la riconciliazione e il ritorno ad un clima di fiducia reciproca.

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COMUNICATI STAMPA EMERGENZA SANITARIA

 

2 marzo 2020

COMUNICATO STAMPA
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE DELL’EMILIA-ROMAGNA
Nota dei Vescovi con nuove indicazioni per le diocesi
per prevenire la diffusione del Covid-19

La Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna si è riunita oggi in assemblea a Bologna, a Villa San Giacomo, e durante i lavori presieduti da S.E. il card. Matteo Zuppi, presidente della Ceer e arcivescovo di Bologna, in comunione con i vescovi della Lombardia e della Provincia ecclesiastica Veneta ha elaborato una nota in cui dispone:

“In ordine alla celebrazione dell’eucaristia il nostro desiderio più profondo era e rimane quello di favorire e sostenere la domanda dei fedeli di partecipare all’eucaristia.

Considerata la comunicazione odierna della CEI - che interpretando il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, invita a non celebrare le Sante Messe feriali con il popolo - a differenza di quanto precedentemente disposto chiediamo ai sacerdoti, alla luce della delicata situazione sanitaria e delle richieste delle autorità competenti, di celebrare le Sante Messe feriali senza la partecipazione dei fedeli sino a sabato 7 marzo.

Ci riserviamo di dare altre indicazioni, entro venerdì 6 marzo, alla luce di ulteriori sviluppi e delle decisioni delle istituzioni.

Le chiese continuino a restare aperte, nel rispetto delle norme del Decreto, per la preghiera.

Consapevoli della sofferenza e del disagio arrecato dalla situazione, in ordine ai nostri oratori e circoli sono sospese fino all’8 marzo compreso tutte le attività formative, aggregative e sportive. E’ disposta la chiusura degli spazi aperti al pubblico. Fino a domenica 8 marzo compresa, le iniziative e gli incontri presso altri ambienti parrocchiali, restano sospesi.

Confidiamo che le misure di rigore alle quali aderiamo per senso di responsabilità a tutela della salute pubblica siano condivise da tutte le istituzioni ecclesiali e civili e accolte in ogni ambito in modo corale.

Ringraziamo i sacerdoti, i collaboratori e gli operatori sanitari e di ordine pubblico, con tutti i volontari, per l’opera svolta, incoraggiandoli a perseverare nel loro servizio.

Affidiamo le comunità diocesane, con un particolare pensiero a quelle più provate, ai malati e colpiti dalla calamità in atto, all’intercessione materna e confortante di Maria, Madre del Signore e della Chiesa”.

Le precedenti disposizioni che rimangono in vigore sono le seguenti:

  1. Si tolga l’acqua benedetta dalle acquasantiere.
  2. Per i funerali è consentita la celebrazione delle esequie senza Messa, con i soli familiari. Sono sospese le veglie funebri. Si propone di celebrare SS. Messe di suffragio solo al termine di questa fase critica.
  3. Sono sospese le visite alle famiglie per le benedizioni pasquali.
  4. Sono consentite le consuete visite ai malati e l’Unzione degli infermi.
  5. Gli incontri di catechismo e del dopo-scuola riprenderanno alla riapertura delle attività scolastiche.
  6. Sono sospese feste e sagre parrocchiali.
  7. I Centri d’ascolto e i servizi della Caritas diocesane e parrocchiali svolgeranno la propria attività in accordo con le rispettive diocesi e secondo le indicazioni delle competenti autorità territoriali.

Bologna, 2 marzo 2020.

Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna

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27 febbraio 2020

Nella mattinata di oggi 27 febbraio 2020, a Forlì,  l’Arcivescovo Mons. Gian Carlo Perego si è riunito con i Vescovi delle Diocesi di Bologna, Ravenna-Cervia, Imola, Faenza-Modigliana, Forlì-Bertinoro, Cesena-Sarsina, Rimini, San Marino-Montefeltro per aggiornare le misure di contenimento e gestione dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Corona Virus. In una lettera che l’Arcivescovo di Ferrara-Comacchio ha diffuso a tutti i sacerdoti, i diaconi i religiosi, le religiose, le monache e i fedeli laici, sono condensate in 11 punti le nuove disposizioni per la vita liturgica e comunitaria della Diocesi. Essendo la situazione in continua evoluzione, è alta la possibilità che subentrino ulteriori modifiche nei giorni a seguire.

Con preghiera di diffusione.
Don Massimo Manservigi

 

LETTERA DELL’ARCIVESCOVO
Ai presbiteri,
ai diaconi,
ai religiosi e alle religiose
alle monache
ai fedeli laici,

                         facendo seguito all’Ordinanza del Ministero della Salute di intesa con il Presidente della Regione Emilia Romagna, circa le misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019 e ai relativi chiarimenti applicativi, la nostra Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, in comunione con i Vescovi della Conferenza Episcopale dell’Emilia Romagna, in tutte le attività di propria specifica competenza, ad ogni livello e in ogni ambito della vita ecclesiale, con gli uffici preposti della Regione e delle Prefetture, adotta le seguenti disposizioni:

  1. Ci si attenga sempre a criteri di prudenza, evitando concentrazione di persone in spazi ristretti e per lungo tempo, sia in riferimento alle attività parrocchiali che diocesane. Le chiese rimangono aperte al culto e alla preghiera individuale.
  2. Data la circostanza, è sospeso il precetto festivo (Can 1248 §2).  Tuttavia, è consentita la celebrazione delle S. Messe festive, evitando processioni e assembramenti di persone al temine della celebrazione, a condizione che venga ottemperato il n. 1. Coloro che per motivi di salute non si sentissero di partecipare alla celebrazione, preghino nelle loro case. Domenica 1 marzo potranno essere imposte le Ceneri al termine della Celebrazione Eucaristica come da Decreto del 24 febbraio (cfr. punto n.6 Decretum 16/2020).
  3. Sono consentite le celebrazioni liturgiche feriali che non comportano un afflusso significativo di fedeli.
  4. Si tolga l’acqua benedetta dalle acquasantiere, si distribuisca la S. Comunione solo sulla mano e si sospenda il segno della pace.
  5. Per i funerali è consentita la celebrazione eucaristica esequiale con i soli familiari.
  6. Sono sospese le visite alle famiglie per le benedizioni pasquali.
  7. Sono consentite le consuete visite ai malati, e l’Unzione degli infermi.
  8. Gli incontri di catechismo e del dopo-scuola riprenderanno alla riapertura delle attività scolastiche.
  9. Si consente lo svolgimento delle attività ordinarie di oratorio. Sono sospese le attività che prevedono la presenza di pubblico, per esempio spettacoli teatrali, cinematografici, tornei e ogni altro genere di aggregazione.
  10. Sono sospese feste e sagre parrocchiali.
  11. I Centri d’ascolto e i servizi della Caritas diocesane e parrocchiali sono aperti e svolgeranno la propria attività in accordo con le rispettive diocesi e secondo le indicazioni delle competenti autorità territoriali.

Sono abrogate le disposizioni emanate con il decreto del 24 febbraio 2020 (Decretum 16/2020). La situazione è in continua evoluzione; pertanto gli Arcivescovi e i Vescovi della Regione Ecclesiastica dell’Emilia Romagna si riservano la possibilità di ulteriori interventi nei prossimi giorni.

Gli Arcivescovi e i Vescovi dell’Emilia Romagna sono vicini con la preghiera alle vittime e ai loro cari, alle persone colpite dalla malattia, ai loro familiari e amici e a coloro che li stanno assistendo e curando; ringraziano e ammirano la disponibilità e il coraggio di medici, operatori sanitari, forze di sicurezza e di vigilanza, volontari, ministri delle comunità, istituzioni locali e statali.

Personalmente ringrazio coloro che, in diversi

CS_Scuola_Teologia_per_Laici.pdf
Comunicato_per_Corte_Costituzionale.pdf
Comunicato_Diocesi_per_Albania.pdf
 

APPUNTAMENTI

  

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