«Il lavoro – scrivono i Vescovi - non può perdere la sua più vera e forte vocazione alla pace, la sua natura profonda di relazione buona tra gli uomini e con la natura. A volte la neghiamo, non la riconosciamo, e trasformiamo “gli aratri in lance”. Ma il lavoro continua a chiamarci alla pace: ci ricorda che la guerra è il grande inganno». In tal senso, per la CEI, i lavoratori hanno una missione importantissima: «attraverso le loro attività dialogano tra di loro, mettono a disposizione saperi e competenze anche senza conoscersi, costruiscono il futuro del loro Paese e dell’umanità. È una forma di amore civile». La scelta di celebrare questa giornata a Pomposa vuole riconoscere la vocazione di un territorio fortemente segnato, nella sua storia, dalla sapienza benedettina attenta a coniugare pace e lavoro.
Sarà quindi lo stabilimento di Conserve Italia di Pomposa ad ospitare, il prossimo 7 maggio, la Festa diocesana dei lavoratori in prossimità della memoria liturgica di san Giuseppe lavoratore. Quest’anno la scelta è ricaduta su una realtà significativa del basso ferrarese sia dal punto di vista produttivo che occupazionale.
L’Arcivescovo presiederà l’Eucaristia alle ore 15 incontrando i dirigenti e gli operai e trasmettendo loro il messaggio della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace incentrato sul rapporto tra lavoro e edificazione della pace.
(da la Voce di Ferrara-Comacchio, 1 maggio 2026)
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